Cellulite Stop

Milioni e milioni di persone (soprattutto donne) si disperano per trovare una soluzione agli inestetismi causati dalla cellulite…già, ma cos’è la cellulite? Ovviamente il termine tecnico pannicolopatia edemafibrosclerotica non dirà niente alla maggior parte dei lettori: proviamo ad approfondire il discorso, individuando le cause della cellulite, i suoi effetti, i vari stadi della sua evoluzione e le persone che ne possono soffrire.

Cos’è la cellulite e chi ne può soffrire

C’è un vecchio modo di dire che recita “mal comune, mezzo gaudio”: non sempre questo è vero, ma forse qualcuna si consolerà sapendo che la cellulite è un problema che colpisce un’altissima percentuale delle donne in età fertile (si parla dell’80/90%); il più delle volte compare intorno ai 18/20 anni e peggiora con l’avanzare dell’età. Inoltre va sottolineato che è vero che l’obesità può peggiorare la situazione, ma la pelle a buccia d’arancia può venire anche alle persone normolinee o addirittura a quelle magre. Ma torniamo alla domanda principale, ovvero cos’è la cellulite: è un disturbo che coinvolge l’ipoderma, cioè un tessuto di natura soprattutto adiposa che si trova sotto il derma, e che si manifesta soprattutto a livello degli arti inferiori. Si crea una stasi microcircolatoria che causa un’alterazione dello scambio plasmatico tissutale e delle funzioni metaboliche più importanti.

Il sintomo più evidente della degenerazione dell’ipoderma è rappresentato dall’ipertrofia, ovvero un aumento di volume delle cellule adipose (la situazione se degenera può interessare anche le fibre di collagene), ma c’è anche l’accumulo dei liquidi in eccesso (la famosa ritenzione idrica, cioè un rallentamento del flusso sanguigno e il “ristagno” di liquidi nei tessuti). Le alterazioni del microcircolo della massa adiposa sono inizialmente localizzate, ma con il tempo c’è una degenerazione dell’unità vascolare che porta ai problemi dell’ipoderma e, in seguito, del derma. Le aree del corpo che vengono più comunemente colpite dalla cellulite sono le cosce, la zona mediale delle ginocchia, i glutei, parte delle gambe, ma a volte anche la parte laterale delle braccia, la parte posteriore del collo e l’addome. La parte posteriore delle cosce rimane la zone della cellulite per eccellenza: qui di solito compaiono i segni (solchi, sporgenze) fin dal primo stadio.

Gli stadi e le tipologie di cellulite

Vediamo quali sono questi stadi: si parte da una situazione di normalità, con il tessuto adiposo ben irrorato e la pelle liscia e compatta.

  • Lo stadio 1 della cellulite è una condizione ancora reversibile: c’è la comparsa di edema e l’irrorazione sanguigna inizia ad alterarsi, con la pelle che è inizia ad apparire meno elastica.
  • Nello stadio 2 c’è un peggioramento dei fenomeni visti in precedenza, la pelle continua a perdere morbidezza ed elasticità, appare più pallida e in alcune zone può alterarsi la sua sensibilità.
  • Nello stadio 3 si formano i cosiddetti micronoduli che ostacolano gli scambi metabolici: inizia la sclerosi del connettivo del derma e la pelle assume il famoso aspetto a buccia d’arancia e può anche causare dolore alla palpazione.
  • Stadio 4: i micro noduli ormai hanno raggiunto un numero tale che le macrondulazioni che formano si possono distinguere nettamente alla palpazione; l’evoluzione di questa condizione è la fibrosi (processo irreversibile); l’effetto a buccia d’arancia o a materasso della pelle diventa sempre più marcato, fanno la loro comparsa delle striature e la sensazione di dolore spontaneo.

Sono distinguibili cinque tipologie di cellulite:

  • la cellulite dura è quella che di solito riguarda le persone giovani, con la pelle che è ancora elastica e non presenta segni evidenti (solo afferrando la pelle tra le dita si può notare l’irregolarità tipica della buccia d’arancia);
  • con il passare degli anni compare la cellulite flaccida, ovvero quella con avvallamenti e buchi visibili in posizione eretta ma che tendono a sparire quando ci si distende (in questa fase il tessuto cellulitico è ricco di acqua);
  • la cellulite mista è quella più diffusa, una situazione intermedia tra le tipologie appena viste;
  • la cellulite in presenza di adiposità rilevante è quella in cui ci sono degli accumuli di grasso che riescono a nascondere la cellulite, tendendo la pelle (che comunque mostra le imperfezioni se viene afferrata tra le dita);
  • la cellulite linfoedematosa è caratterizzata da una grande presenza di liquidi, edemi ed evidente insufficienza linfatica o venosa, con la pelle che ha un aspetto spugnoso e la comparsa di gonfiori diffusi o localizzati su gambe e caviglie.

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Le cause

Ora che sappiamo cos’è la cellulite e come si sviluppa rimane da capire quali sono le cause che stanno alla base di questo problema. L’insorgere della cellulite può avere origine da un insieme di ragioni: alla base ci sono dei fattori determinanti, ovvero quello genetico, quello ormonale e quello alimentare, a cui si va ad aggiungere una serie quasi infinita di fattori favorenti o aggravanti, come le errate abitudini di vita (sedentarietà in primis), l’abbigliamento costrittivo (tacchi a spillo, jean stretti e così via), l’alimentazione troppo calorica, la non assunzione di cibi detossificanti come acqua, fibre e vitamine, i vizi di postura, l’eccessiva introduzione di tossine (alcol, fumo, conservanti alimentari, grassi animali), la stipsi e la gravidanza.